Visualizzazione post con etichetta martedì. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta martedì. Mostra tutti i post

venerdì 4 novembre 2011

1 novembre 2011 martedì

Ognissanti

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
La festa di Ognissanti, nota anche come Tutti i Santi, è una solennità che celebra insieme la gloria e l'onore di tutti i Santi (canonizzati e non). Ognissanti è anche una espressione rituale cristiana per invocare tutti i santi e martiri del Paradiso, noti o ignoti.
Per tradizione chi ha un nome non riferibile ad un santo festeggia l'onomastico in questa occasione, io non l'ho mai fatto forse anche perché nella mia famiglia d'origine non c'era l'usanza di festeggiare gli onomastici.
Mi piace, però, cogliere l'occasione per raccontare qualcosa a proposito del mio nome.
Innanzitutto l'origine:
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Urania (dal greco antico Οὐρανία, Ouranos, «cielo») è una figura della mitologia greca, figlia di Zeus e di Mnemosine.
Era la musa dell'astronomia e della geometria. Viene rappresentata vestita di un abito azzurro, coronata di stelle, mentre sostiene con le mani un globo che sembra misurare o avendo vicino a sé sempre un globo posto su di un treppiedi e diversi strumenti matematici.

Urania è anche il nome di tantissime altre cose, dalla famosa collana di romanzi di fantascienza, ad un poemetto scritto da Alessandro Manzoni, da un Olio per camion , a il nome di una ninfa, una delle tremila Oceanine, figlia del titano Oceano.
Il morivo per cui i miei genitori hanno scelto questo nome per me mi è in parte sconosciuto, loro non si ricordano come gli sia venuto in mente dopo che il parroco della nostra piccolissima parrocchia di campagna si rifiutò di battezzarmi con il nome Katia; sono nata nel 1958, in piena lotta contro il comunismo e Katia essendo un nome di origine russo era intollerabile dal buon vecchio parroco, i miei genitori insistettero a lungo perché gli piaceva ed anche perché da bravi contadini erano dalla parte del comunismo benché cattolici, il parroco non volle sentir ragioni e quando i miei genitori si ripresentarono con il nome Urania, non fece particolari storie, ma......
quando mi sono sposata (1980) ed ho richiesto il certificato di battesimo ho scoperto di essere stata battezzata, all'insaputa di tutti, Maria Urania! Quindi io per la chiesa mi chiamo Maria Urania e per lo stato civile Urania . Per il matrimonio al contrario di come si fa solitamente ho dovuto fare i doppi documenti, uno per la chiesa e uno per lo stato civile. Questa è la storia del mio nome, per chi è curioso di conoscerla.....

p.s. altre cose abbastanza strane che si chiamano come me

la stanza di un B&B http://www.9muse.it/le-camere-urania.aspx
una societa sportiva http://asdurania.com/home_page.php
un hotel a Rivabella http://www.hotelurania.it/
una nave oceanografica http://www.cnr.it/istituti/NaveUrania.html

martedì 1 novembre 2011

25 ottobre 2011 martedì

ah ah bacchettata sulle mani addirittura una settimana senza post, non sarò mai una blogger....

Piante in casa

Parlo sempre di piante facili da tenere in casa, il mio pollice verde si esaurisce all'esterno.

La Sanseveria è una pianta da interni tra le più resistenti, non necessita cure particolari, necessita di poca luminosità ma non tollera la luce diretta del sole, teme però il freddo quindi si può portare all'esterno in primavera e in estate, mentre per il resto dell'anno và tenuta in casa.

Come molte altre piante "succulente" anche la sanseveria non necessita di molta acqua, soprattutto nei mesi freddi; per tutto l'arco dell'anno è bene lasciare asciugare completamente il terreno tra un'annaffiatura e l'altra. Fornire concime una volta al mese nel periodo vegetativo, evitando di eccedere.

Non ha particolari esigenze di terreno, purché sia ben drenato, per evitare ristagni idrici; utilizzare della normale composta da vaso mescolata con sabbia e argilla espansa. Rinvasare ogni 2-3 anni, o comunque quando i rizomi hanno completamente riempito il vaso, scegliendo un contenitore di poco più grande del precedente.

Il modo migliore per moltiplicare le sanseverie e senz'altro la divisione dei cespi di rizomi, che si può praticare per tutto l'arco dell'anno, ma preferibilmente in primavera. Le porzioni praticate devono essere costituite da poche foglie, 3-4 al massimo, e devono preferibilmente avere alcune radici vigorose. Evitare di annaffiare eccessivamente le nuove piante per alcuni mesi.

Questa pianta teme molto il marciume radicale, che comunque non dovrebbe preoccuparci se forniamo poca acqua.

Io la chiamo la pianta della salute perchè pare che le sue foglie lunghe e appiattite come lame sono in grado di assorbire non solo l'anidride carbonica, ma anche molte sostanze velenose, come la formaldeide e il benzene, che intossicano l'aria sempre più inquinata che respiriamo.

Una curiosità. "Io ti lego a me per sempre" è il significato simbolico attribuito alla Sanseveria, forse perchè nei paesi di origine (Africa tropicale, Guinea) se ne utilizzano le foglie per ricavare una fibra utile per la fabbricazione di corde.




 

martedì 18 ottobre 2011

18 ottobre 2011 martedì

Come fare in casa
cattivi odori

Ieri complice una bella giornata di sole, ho pulito a fondo la cucina, poi ierisera mi hanno regalato un cestino di funghi porcini di quelli "come dio comanda" e la loro morte qual'è? fritti, almeno in casa nostra. Onestamente mi veniva da piangere, sentendo quel bell'odore di pulito e pensare di dover friggere.... ma niente panico, sono ricorsa ad un accorgimento insegnatomi da mia suocera che non sempre ricordo di metterlo in pratica:
  • gettare nell'olio bollente prima o insieme alla pietanza da friggere, due o tre fettine di mela senza semi e le ho sostituite quando iniziavano a dorarsi, stasera la mia casa e soprattutto la mia cucina non ha quel fastidiosissimo odore di fritto che di solito ristagna.
Già che ci sono vi dò qualche altro suggerimento sperimentato e collaudato.
  • cavoli e verze, se dovete cuocere queste verdure che hanno un odore molto forte, che specialmente in inverno sono squisite, mettete sul coperchio della pentola in cui li state cuocendo un pezzetto di mollica di pane imbevuto di aceto, oppure se non vi dà fastidio, potete aggiungere un pò d'aceto all'acqua di cottura.
  • coltelli e posate, se vi sembrano che anche dopo il lavaggio abbiano conservato un cattivo odore potete ovviare al problema passandoli con mezzo limone spremuto e poi lavarli nuovamente.
Il limone è un rimedio straordinario anche per l'odore che a volte rimane nelle mani, per esempio quando si pulisce il pesce o, nel mio caso il fagato che detesto, sfregare bene le mani dito per dito con mezzo limone spremuto e lavarle con acqua fredda, si in acqua fredda perchè l'acqua calda aiuta gli odori a penetrare ancora più a fondo!

Adesso che è arrivato il freddo e le finestre restano chiuse a lungo il problema degli odori si pone ogni giorno. Sarò fissata ma per me gli odori hanno una grande importanza, tanto per fare un esempio scelgo i detersivi in base all'odore e non alla marca, al prezzo ecc...
  • e allora un'altro trucchetto per una casa profumata alla "Nonna Papera", se vi sembra che l'odore di cucina si diffonde per la casa non sia piacevole nelle altre stanze,  potrete "mascherarlo" facendo cuocere a fuoco lento qualche cucchiaio si zucchero e di cannella: si diffonderà ovunque un piacevolissimo odore.

venerdì 14 ottobre 2011

11 ottobre 2011 martedì

mi devo scusare ancora una volta, ma il brutto tempo ha colpito subito!!! oggi è venerdì 14, ma voglio portare avanti i miei post giornalieri e quindi.... facciamo finta che sia ancora martedì!

In questi giorni ho riflettuto sul mese di ottobre, come ho detto è il mio mese ma è anche, in tutto il mondo, il mese della prevenzione del tumore al seno.
Sono particolarmente sensibile a questo tema, primo perchè anche se non a questa parte del corpo, ho vissuto e vivo l'esperienza di avere il cancro;
secondo ho visto morire tra atroci dolori dopo due anni di sofferenze inimmaginabili la moglie di mio cugino (che per me era una terza sorella), era il lontano 31 dicembre 1986 e probabilmente oggi si sarebbe potuta salvare e si sarebbe salvata sicuramente se il "medico" che l'aveva in cura fosse stato un medico... non tocchiamo questo tasto perchè mi fà infuriare!
Terzo e non ultimo, sono stata operata (per delle cisti benigne) al seno ben 4 volte in un reparto oncologico, spledidamente gestito ed attrezzato e sono stata a contatto con donne di tutte le età, condizioni, gravità colpite da questa malattia orribile. La prima volta che dovevo essere operata ero terrorizzata prima di entrare in ospedale, quando mi sono trovata a contatto con le altre donne che dovevano essere operate, mi sono fatta piccola piccola, la mia era una sciocchezza e lo sapevo, le loro storie era terribili ed ho vissuto quest'esperienza per altre tre volte più tutte le volte che ho incontrato altre donne per le varie medicazioni, controlli ecc...

Oggi si può guarire dal cancro al seno se viene preso in tempo e stà a noi prima di tutto avere la consapevolezza che siamo il primo medico di noi stesse.
Innanzitutto c'è "l’autopalpazione che è un esame che ogni donna può effettuare comodamente a casa propria: permette di conoscere profondamente l’aspetto e la struttura normale del seno e quindi di poter cogliere precocemente qualsiasi cambiamento. L’esame si svolge in due fasi:
  • l’osservazione permette di individuare mutazioni nella forma del seno o del capezzolo,
  • la palpazione può far scoprire la presenza di piccoli noduli che prima non c’erano.
Quando si parla di autopalpazione si pensa solo a un esame per la ricerca di noduli nella ghiandola mammaria, ma in realtà grazie a questo esame possono emergere altri segnali che devono spingere a consultare un medico, come retrazioni o cambiamenti della pelle, perdite di liquido dai capezzoli e cambiamenti di forma della mammella.

A partire dai 20 anni l’esame può essere effettuato una volta al mese tra il settimo e il quattordicesimo giorno del ciclo. Rispettare questi tempi è importante perché la struttura del seno si modifica in base ai cambiamenti ormonali mensili, e si potrebbero di conseguenza creare, in alcuni casi, confusioni o falsi allarmi.
È bene ricordare che, oltre agli ormoni, anche l’età, il peso corporeo, la familiarità e l’uso di contraccettivi orali influenzano la struttura del seno che, a volte, specialmente nelle donne giovani, si presenta particolarmente densa e difficile da valutare correttamente con l’autoesame.
Tra i 40 e i 50 anni l’incidenza (cioè i numero di nuovi casi) del tumore del seno aumenta in modo rapido e costante e quindi le donne in questa fascia di età non possono rinunciare all’autopalpazione come strumento di prevenzione. Con il sopraggiungere della menopausa, l’esame può essere eseguito indifferentemente in qualunque periodo del mese e deve essere effettuato con regolarità anche e soprattutto dalle over 60 poiché il picco di incidenza (numero di nuovi casi) del tumore del seno si colloca proprio tra i 65 e i 70 anni.
L’autopalpazione rappresenta un primo strumento di prevenzione del tumore del seno, ma da sola non può bastare e deve essere abbinata, a partire dai 45-50 anni, o anche prima in caso di familiarità o alterazioni, a visite senologiche ed esami strumentali più precisi come ecografia o mammografia. " (http://www.airc.it/prevenzione-del-tumore/speciale-seno.asp#Autopalpazione)

Essendo al letto con la febbre ho avuto tempo di navigare un pò più del solito ed ho visto tante iniziative da parte delle donne americane, mentre in Italia a parte quelle istituzionali ce ne sono molto poche, quindi stò pensando a qualcosa per l'anno prossimo. Se qualcuno ha dei suggerimenti sono ben accolti, vorrei coinvolgere più donne possibili, sempre sul sito dell' AIRC c'è scritto: "È la prima causa di mortalità per tumore nel sesso femminile, con un tasso di mortalità del 17 per cento di tutti i decessi per causa oncologica." quindi dobbiamo essere NOI a non permettere a questa terribile malattia che continui a colpire!
Lo sò sono stata lunga e noiosa, prometto che quando ne riparlerò, perchè lo farò, sarò più lieve...
Felice mese di ottobre (per quel che ne rimane) a tutte!!!

martedì 4 ottobre 2011

4 ottobre 2011 martedì

Francesco d'Assisi

da Wikipedia:
San Francesco d'Assisi, nato Francesco Giovanni di Pietro Bernardone (Assisi, 5 luglio 1182 – Assisi, 3 ottobre 1226), è stato un religioso italiano. Fondatore dell'ordine mendicante che da lui poi prese il nome, è venerato come santo dalla Chiesa cattolica. Il 4 ottobre ne viene celebrata la memoria liturgica in tutta la Chiesa cattolica. È stato proclamato, assieme a Santa Caterina da Siena, patrono principale d'Italia il 18 giugno 1939 da papa Pio XII.
Conosciuto anche come "il poverello d'Assisi", la sua tomba è meta di pellegrinaggio per decine di migliaia di devoti ogni anno. La città di Assisi, a motivo del suo illustre cittadino, è assurta a simbolo di pace, soprattutto dopo aver ospitato i due grandi incontri tra gli esponenti delle maggiori religioni del mondo, promossi da Giovanni Paolo II nel 1986 e nel 2002. Oggi, S. Francesco d'Assisi è uno dei santi più popolari e venerati del mondo.
Per chi crede, per chi non crede, per chi professa una religione diversa, Francesco è sicuramente una figura da tenere in considerazione. Quanti giovani ricchi di famiglie facoltose lasciano tutto per vivere in povertà ed in preghiera? Erano pochissimi allora e sono pochissimi adesso. Non è una questione di religione, perchè sono convinta che le prediche di Francesco possono mettere daccordo anche coloro che credono in un altro dio, ci sono figure nella storia (la mia estrazione è cattolica e quindi conosco le figure nate da questa religione) che potrebbero essere condivise da tutti e basterebbe che seguissimo un centesimo di quello che predicavano per vivere più serenamente il rapporto con gli "altri". Ai tempi in cui andavo a scuola (qualche secolo fà) oggi era festa, San Francesco era ed è il patrono d'Italia insieme a Caterina da Siena e le maestre c'insegnavano o meglio ci raccontavano la storia del "poverello d'Assisi" ed io ne sono rimasta sempre affascinata. Ed il meraviglioso Cantico delle Creature, quale credente in qualsiasi dio non potrebbere rivolgere ad esso questa preghiera o laude.



Altissimu, onnipotente, bon Signore,
tue so’ le laude, la gloria e l’honore et onne benedictione.


Ad te solo, Altissimo, se konfano
et nullu homo ène dignu te mentovare.

Laudato sie mi’ Signore, cun tucte le tue creature,
spetialmente messor lo frate sole,
lo qual è iorno et allumini noi per lui.
Et ellu è bellu e radiante cum grande splendore,
de te, Altissimo, porta significatione.

Laudato si’ mi’ Signore, per sora luna e le stelle,
in celu l’ài formate clarite et pretiose et belle.

Laudato si’ mi’ Signore, per frate vento
et per aere et nubilo et sereno et onne tempo,
per lo quale a le tue creature dai sustentamento.

Laudato si’ mi’ Signore, per sor aqua,
la quale è multo utile et humile et pretiosa et casta.

Laudato si’ mi Signore, per frate focu,
per lo quale ennallumini la nocte,
et ello è bello et iocundo et robustoso et forte.

Laudato si’ mi’ Signore, per sora nostra matre terra,
la quale ne sustenta et governa,
et produce diversi fructi con coloriti flori et herba.

Laudato si’ mi’ Signore, per quelli ke perdonano per lo tuo amore,
et sostengo infirmitate et tribulatione.

Beati quelli ke 'l sosterrano in pace,
ka da te, Altissimo, sirano incoronati.

Laudato si’ mi’ Signore per sora nostra morte corporale,
da la quale nullu homo vivente pò skappare.
guai a cquelli ke morrano ne le peccata mortali,
beati quelli ke trovarà ne le tue santissime voluntati,
ka la morte secunda no 'l farrà male.

Laudate et benedicete mi’ Signore' et ringratiate
et serviateli cun grande humilitate.


Auguri a tutti coloro che portano il suo nome!!!

Accadde oggi: 1964 viene inaugurata l'autostrada del Sole, che collega Milano a Napoli.

martedì 27 settembre 2011

27 settembre 2011 martedì

Giardino in casa

il mio pollice "verde" è abile per le piante da esterni, ma molto meno per le piante da interni, negli ultimi 30 anni ho combinato molti disastri e fatto morire decine e decine di piante ma disastro dopo disastro ho capito quali sono le piante adatte alla mia casa. L'esposizione delle finestre della "zona giorno" sono a nord-ovest, posizione decisamente infelice per far vivere il verde nel lungo e rigido inverno del mio paese e quindi mi permetto di consigliare qualche pianta che non ha particolarmente bisogno di luce e calore; e se sono riuscita a farle sopravvivere io, potete contarci che riuscirà a tutti.


credit
ASPIDISTRIA (aspidistria elatior) queste piante non richiedono particolari attenzioni ma possono essere di grande effetto se raggruppate assieme o con altre piante più piccole. Sono piante ideali da collocare in angoli privi di luce, generalmente difficili. In inverno le sistemo sui pianerottoli delle scale e con le loro grandi fogli verdi danno subito la sensazione del giardino, mentre in primavera le trasferisco all'esterno nel terrazzo sempre esposto a nord-ovest (mai metterle al sole diretto) fino all'autunno e durante questo periodo le concimo ogni 15 giorni con un fertilizzante. Sono piante che sviluppano molte radici e almeno ogni tre anni andrebbero rinvasate in un vase più grande oppure si possono dividere e creare altri vasi, da due piante sono arrivata a sei.
Esiste anche una varietà che ha le foglie striate di bianco (Aspidistra lurida) che mi riservo di comprare prima o poi.

credit
IUCCA (yucca elephantipes) Queste piante vengono ottenute da segmenti di tronco che una volta piantati emettono radici e foglie. Queste sono lunghe e strette e possono spuntare a mazzetti in qualsiasi punto del fusto. Anche a queste piante riservo lo stesso trattamento delle aspidistria, durante l'inverno fanno bella mostra di se sui pianerettoli delle scale e nel corridoio di casa e in primavera le trasferisco nel terrazzo a nord ovest, le concino all'incirca una volta al mese durante la primavera estate. A fine inverno per la scarsità di luce molte foglie si sono ingiallite soprattutto sulle punte e quando il tronco è lungo e quasi spoglio ho sperimentato il taglio del tronco all'altezza desiderata (sempre in primavera prima di metterle all'esterno) e ripiantare il pezzo di tronco tagliato all'altezza desiderata schiacciando leggermente la parte legnosa che andrà interrata. Il tronco tagliato riformerà altri mazzetti di foglie come per miracolo, Attenzione quando tagliate perchè specialmente le pianti più grandi hanno fusti piuttosto duri e se non si hanno gli strumenti adatti potreste fare come me che ancora il segno sulla mano del taglio che mi sono fatta la prima volta che ho cercato di tagliare un tronco con la mannaia da cucina.....
credit
Ho anche un'altra pianta molto simile ma dalle foglie molto più sottili, quelle che comunemente si chiamano "tronchetti della felicità" e non ho ancora capito se è una varietà di iucca o è una dracena come riportano alcuni siti, comunque io l'ho trattata allo stesso modo della iucca e fortunatamente è sempre bella e rigogliosa.





Accadde oggi: 1968 và in scena a Londra la prima del musical "Hair"

martedì 20 settembre 2011

20 settembre 2011 martedì

Giardino
trapiantare le Rose

devo assolutamente trapiantare le mie piante di rose che maldestramente ho spostato in un'aiuola che è completamente all'ombra. Mi sono fatta consigliare da un vecchio giardiniere che mi ha consigliato un angolo più adatto dove possono godere di qualche ora di sole inoltre mi ha dato altri consigli che dovrò tenere ben presenti.

Vediamo quali sono:
-   il periodo migliore dell'anno per il trapianto è quando le piante sono in riposo vegetativo che nei climi miti corrisponde da ottobre a febbraio.

- il trapianto non deve essere fatto su terreni bagnati, quindi è meglio aspettare una giornata di sole
- i rosai vanno trapiantati in terreni fertili e di medio impasto, con un buon drenaggio.
- per gli arbusti la distanza necessario è di circa 120 cm da uno all’altro, per gli alberelli circa 1 metro, circa 2 metri per le rampicanti.
- tagliare le radici laterali della rosa con una vanga tutto intorno alla pianta eliminando quelle in eccesso.
- la pianta deve avere lo spazio per far crescere le radici quindi il buco deve essere profondo circa 30 cm.

- bagnare, poi, la zona intorno, per verificare il drenaggio
- durante lo spostamento bisogna sostenere la base della zolla e fare attenzione alla terra ed alle foglie in eccesso, vanno eliminati scuotendo con cautela la pianta.
- una volta posizionata in fondo al buco, coprire la zolla, l’uso di concime naturale aiuta a mantenere la pianta sana e ad abituarsi al suo nuovo ambiente

- per valutare l’adattamento ci vorranno circa due settimane.


Accadde oggi: 1958 entra in vigore la legge Merlin con cui viene stabilita l'illeggitimità delle case di tolleranza.

martedì 6 settembre 2011

6 settembre 2011 martedì

Giardino
Rose
http://www.spaziopiante.com/
sul retro della mia casa c'è una piccola striscia di terra che pretenziosamente chiamo giardino, esiste da sempre ma dal 2001 fino al 2004 per vari motivi è stato trascurato. Nel 2004 insieme a mio marito abbiamo cercato di dargli una sistemata, abbiamo, ahimè, tagliato l'albicocco secco e altre piante che erano andate, abbiamo piantato un glicine, una mimosa, ed una magnolia e per fare un pò d'ordine ho voluto fare un'aiuola con tutte le piante di rose che era sparse quà e là, ma ignorantemente non ho calcolato che l'aiuola era all'ombra per tutta la giornata ed in più il glicine che si è sviluppato rigogliosamente gli faceva ancora più ombra e le bellissime rose che fino ad allora nonostante non fossero curate avevano dato fiori bellissimi e profumatissimi sono diventate dei lunghi steli quasi privi di foglie, incurvati verso la luce e hanno dato rarissimi fiori quindi la prossima mossa sarà trapiantarle e credo che la stagione migliore sia ottobre, ma nel frattempo vorrei provare a fare delle talee da questi lunghi steli in modo da incrementare il mio mini rosaio, ecco quello che mi è stato consigliato:

come fare talee di rose
in linea di massima il periodo migliore per fare una propaggine per talea è quello compreso tra l’ultima settimana di agosto e l’ultima settimana di ottobre.
la talea legnosa è quella che permette di avere le percentuali più alte di successo, si realizza con legni maturi….. tra gli appassionati li chiamiamo i legni “agostati” o legni che hanno avuto a disposizione agosto per maturare sulla pianta.
Il ramo dovrà essere un ramo abbastanza spesso e avere una lunghezza di 20-30 cm, dovrà essere tagliato accuratamente sotto una gemma. Il taglio dovrà essere netto e deciso.  Le radici saranno emesse dalle gemme e proprio per questo bisognerà recidere il ramo un paio di cm sotto la gemma.  Un altro requisito che deve presentare il ramo è quello di non avere rametti laterali. Dopo aver reciso il ramo dobbiamo eliminarne le foglie e lasciarne solo un paio apicali. Se si lasciano troppe foglie queste provvederanno a far disidratare la talea. Se recidiamo il ramo anche nella parte superiore dobbiamo mettervi del mastice o colarci della cera per evitare che si disidrati. A questo punto abbiamo la talea da mettere a radicare in un terreno leggero e permeabile all’acqua. Un buon composto è dato da terriccio torboso e sabbia in rapporto di due terzi e un terzo. Interriamo il ramo per circa due terzi e lasciamo fuori dal terreno una gemma da cui partirà la nuova vegetazione.  le talee non dovrebbero essere esposti al sole diretto, il caldo farà asciugare troppo velocemente il terreno e la pianta si troverebbe a fare uno sforzo tentando di radicare e contemporaneamente di sopravvivere alla siccità. Il caldo favorisce la radicazione ma il sole diretto uccide le piccole talee.
Se la talea avrà radicato noteremo la partenza della vegetazione verso la fine dell’inverno (marzo-aprile) dell’anno seguente o verso ottobre-novembre se la talea è stata messa a radicare in agosto.
 La prossima settimana proverò, naturalmente se il tempo lo permetterà, e vi farò sapere gli sviluppi.Quest'estate ho anche piantato delle roselline nei vasi del balcone esposto a nord e quindi dovrò documentarmi su come cercare di proteggerle per l'inverno, ma ne riparleremo un'altra volta!


Accadde oggi: 1997 Il funerale di Diana, Principessa del Galles, nell'Abbazia di Westminster, attrae una grande folla.